NAPOLI: ESEGUITE MISURE CAUTELARI PERSONALI NEI CONFRONTI DI 2 INDIZIATI DI TENTATO OMICIDIO, PORTO ABUSIVO DI ARMI E SPACCIO DI STUPEFACENTI, AGGRAVATI DAL METODO MAFIOSO.

03 aprile 2025 - ore 10,58
Per delega del Procuratore della Repubblica, si comunica che militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di due soggetti gravemente indiziati di tentato omicidio, porto abusivo di armi e spaccio di sostanze stupefacenti, aggravati dal metodo mafioso.
Le indagini hanno tratto origine dalla denuncia presentata da un soggetto di nazionalità albanese, costretto al ricovero per le ferite causate dall’esplosione di vari colpi di arma da fuoco. Il denunciante riferiva di aver subito una rapina a mano armata sull’Asse Mediano ma la ricostruzione dell’accaduto ha fatto emergere la non genuinità delle sue dichiarazioni e la riferibilità dell’episodio non già ad una rapina bensì ad uno scontro a fuoco intercorso con un pregiudicato di Giugliano in Campania.
Si accertava, in particolare, che tra i due era insorta una controversia derivante da un debito per una fornitura di droga, per risolvere la quale l’albanese si era recato, armato, presso l’abitazione dell’italiano, imparentato con esponenti di vertice di un clan camorristico e gravato da numerosi precedenti penali. Quest’ultimo, alla vista dell’albanese, esplodeva nei suoi confronti vari colpi di arma da fuoco con l’intenzione di ucciderlo, tre dei quali, andati a bersaglio, sfioravano organi vitali. Ne scaturiva la fuga dell’albanese, il quale, dopo aver occultato l’arma, veniva ricoverato con una prognosi di 30 giorni presso l’Ospedale di Giugliano in Campania, dove presentava la falsa denuncia per rapina, allo scopo di sviare le indagini sulle cessioni di crack e di cocaina che coinvolgevano entrambi i soggetti.
Su queste basi, accogliendo la richiesta di questa Procura, il G.I.P. presso il Tribunale di Napoli ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dei due indagati.
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